Genziana

è un peccato che un fiore selvatico così bello sia così raro in Italia. Lo si trova talora nelle praterie umide e ai margini degli acquitrini delle Alpi e dell'Appennino settentrionale e centrale. Mai comune, in tempi recenti lo è sempre meno. Questo declino è dovuto allo sfruttamento intensivo della montagna.

L'erborista del XVI secolo John Gerard ne consigliava la coltivazione per la bellezza dei fiori. Sosteneva anche che le sue radici fossero utili contro le malattie pestifere o per curare i morsi degli insetti. Più recentemente la radice è stata usata per fare tonici amari. 

Esistono diverse genziane: Gentiana Pneumonanthe (minacciata di estinzione), Gentiana Cruciata, Gentianella Campestris, Gentianella Amarella, Gentiana Kochiana, Gentiana Nivalis.

Il nome "Gentiana", secondo Plinio il Vecchio, è derivato da Gentius, re degli antichi Illiri che ne avrebbe scoperto le proprietà medicamentose. 











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