Curiosità sull'Erica

Erica: il nome evoca, immagini di terre basse, ovattate dalla nebbia, di colline ventose sotto cieli variati da nuvole trascorrenti.

è una suggestione letteraria: il ricordo di tanti racconti di galoppate in brughiera, l'eco del grido di Heathcliffe che chiama, tra le eriche, la perduta Katy in "Cime Tempestose".


Tutto è sottilmente triste e sa di magia, di rimembranza. Nessuno ha saputo dirlo meglio di Guillaume Apollinaire: "Un rametto d'erica, profumo del tempo"

In realtà, le eriche sono multiformi e diffuse tanto in Europa quanto Asia e Africa.

La Calluna vulgaris, nome celtico "brwg", che sopravvive nei termini "brugo", "brugola", "brugaia", ad indicare certe terre basse e incolte; l'Erica arborea, la specie più a rischio, con foglie lineari e persistenti, con fiorellini campanulati, bianco-rosei; questo tipo di erica robusta si alza da terra e può raggiungere i tre-cinque metri.

Sacra a Marte, con il suo rosso, si usava per fare suppellettili per il tempio del Dio.

Era usata come talismano per i nati sotto il segno dell'Ariete.

Dice un antico erbario: "l'Erica ha molte virtù e salva dagli eccessi ma non salva dal veleno."