I Fiori dei Morti


Nel folklore tedesco si crede che l'anima prenda la forma di un fiore, come un giglio o una rosa bianca, e secondo una credenza popolare uno di questi fiori appare sulle sedie di coloro che stanno per morire. Allo stesso modo, dalla tomba di una persona uccisa ingiustamente dalla legge si dice sboccino gigli bianchi, come segno dell'innocenza della persona; e da quella di una fanciulla tre gigli, che nessuno eccetto il suo innamorato devono raccogliere. Come si può notare, in questa specie di metempsicosi il sesso viene mantenuto.
Così, in una canzone popolare serba, dal corpo di un giovane cresce un abete verde e da quello di una fanciulla una rosa rossa che si intrecciano. Ulteriori prove citate da Grimm ci dicono come “un bambino porta a casa un bocciolo che l'angelo gli ha dato nel bosco e quando la rosa fiorisce il bambino muore. Il Lay di Eunzifal fa spuntare un prugnolo dai corpi dei pagani uccisi, un fiore dalle teste dei cristiani caduti.”
è a questa idea a cui Shakespeare allude nell'“Amleto” quando Laerte desidera che dalla tomba di Ofelia possano spuntare delle violette (v., I): “Giace ella nella terra e dalla sua bella e pura  carne possano violette fiorire.”    
Un passaggio pressoché identico ad uno delle “Satire” di Persius (i., 39): “E tumulo fortunataque favilla, nascentur violae.”    
Ed un'idea che sembra avere preso in prestito anche Tennyson: “E dalle sue ceneri possa essere fatta la violetta nella sua terra nativa.”    
Ed ancora, nella ben nota storia di “Tristram ed Ysonde” appare un ulteriore riferimento: “Dalla sua tomba crebbe una rosa canina che si attorcigliò alla statua, una meraviglia per chiunque a vedersi; e, nonostante tre volte l'abbiano abbattuta, essa è cresciuta nuovamente e circonda sempre con le sue braccia l'immagine della bella Ysonde.”    
Nella ballata scozzese de “La bella Margaret ed il Dolce William” viene detto: “Dal suo petto spuntò una rosa e da quello di lui un rovo; essi crebbero fino alla cima della chiesa e là si unirono in un nodo d'amore.”
La stessa idea è prevalsa largamente in molte razze. Così, alcuni degli Indiani del nord-ovest credevano che coloro che morivano di morte naturale fossero costretti a dimorare tra i rami di alti alberi. Tra i Brasiliani vi è una figura mitologica chiamata Mani – un bambino che morì e fu sepolto nella casa della propria madre. In breve tempo dalla tomba spuntò una pianta che crebbe, prosperò e fruttificò. Questa pianta, dice Mr. Dorman, era la    
manioca, così chiamata da Mani ed Oca, casa. Tra i Messicani la calendula conosciuta come “fiore della morte” grazie ad una leggenda che dice che essa fiorisca su un terreno macchiato di “sangue di coloro che caddero vittime dell'amore per l'oro e della crudeltà dei primi coloni spagnoli in America.”    
Tra le tribù della Virginia si pensava che il trifoglio rosso spunti da e sia colorato dal sangue degli uomini rossi uccisi in battaglia, credenza comparabile alla ben nota leggenda collegata al mughetto esistente in passato nella St. Leonard's Forest, Sussex. Si dice che esso sia spuntato dal sangue di San Leonardo che, un giorno, incontrò un rettile possente o un “drago di fuoco” nella foresta e lo combattè per i successivi tre giorni.    
Infine il santo uscì vittorioso, ma non senza essere stato ferito seriamente; e dovunque il suo sangue si sparse spuntarono mughetti a profusione. Si dice che dopo la battaglia di Towton spuntò una particolare varietà di rosa selvatica nei campi in cui gli Yorkisti ed i Lancasteriani caddero e si può trovare solo lì:    
“Là tuttora crescono reso selvatiche, fragili pegni della lotta; e la verde siepe reca testimonianza del campo di Towton quel giorno.”   
Vi sono in realtà molte leggende di questo tipo e potremmo ricordare come Defoe, nel suo “Tour through Great Britain” parli di un certo campo chiamato Barrow Hill aggiungendo: “si dice che fosse un campo danese e tutto ciò che vi è nei dintorni viene attribuito ai Danesi a causa della vicina Daventry, che si pensa essere stata da loro costruita. Anche le erbe di cui la vicina strada è piena si pensa sia nata dal sangue dei Danesi uccisi in battaglia e che, se vengono tagliate in un certo giorno dell'anno, esse sanguinino.”

Similarmente, i papaveri rossi che seguirono l'aratura del campo di Waterloo dopo la vittoria del Duca di Wellington si disse fossero nati dal sangue dei soldati che caddero durante la battaglia; ed il frutto del gelso, che originariamente era bianco, la tradizione ci dice che si imporporò a causa di sangue umano, un'idea con cui in Germania spiegano il colore dell'erica. Ed ancora la mandragora, secondo una credenza corrente in Francia e Germania, nasceva laddove la presenza di un criminale aveva contaminato il terreno e secondo questa antica credenza si trovava generalmente vicino ad una forca. In Islanda si dice comunemente che quando delle persone innocenti vengono messe a morte spunterà sulle loro tombe un sorbo o un frassino montano. Tradizioni simili si raggruppano anche intorno a numerose altre piante e queste, lungi dall'essere un revival    
di una credenza primitiva, sono parte di uno dei capitoli più belli delle nostre leggende. Nonostante si trovino in forme diverse ed in certi casi tristemente corrotte rispetto all'originale, tuttavia esse non hanno perso la propria individualità nelle loro caratteristiche principali, ma conservano il proprio carattere peculiare.   

Nota di Lunaria: nel film  "In Compagnia dei Lupi" di Neil Jordan, sono proprio le lacrime della fanciulla-lupo ferita a tingere di rosso la rosa bianca! Inoltre, nel racconto di Tarchetti "Uno spirito in un lampone", è dal cadavere di una fanciulla uccisa che mette le sue radici una pianta di lamponi che germoglia i suoi frutti maledetti!